Piccolo commento a ...

Il Mondo Perduto
Di Arthur Conan Doyle
Trama: Il professor Challenger, durante una spedizione lungo le rive del Rio della Amazzoni, scopre un angolo di quella regione rimasta inesplorata per via di una insormontabile parete rocciosa che forma un altopiano, al di là del quale esiste un mondo rimasto isolato fin dall’epoca preistorica. Tornato a Londra tiene una relazione nella sede della più importante società scientifica inglese affermando di aver raccolto le prove dell'esistenza in quella zona di animali preistorici. In risposta all’incredulità beffarda degli scienziati, Challenger allora si offre di portare prove concrete organizzando una spedizione alla quale la Società potrà far intervenire un proprio osservatore: questo compito viene assegnato al professor Summerlee, il suo rivale di sempre. Challenger e Summerlee, assieme ad Edward Malone, un giovane giornalista della Daily Gazette, e l'esperto cacciatore lord John Roxton, partono, quindi, per una seconda spedizione verso il Sud America. Durante il viaggio i quattro compagni si troveranno intrappolati nell'altopiano, dove rinvengono ancora in vita animali preistorici, da lungo tempo estinti, quali l'iguanodonte e il tirannosauro. Dopo una serie di rocambolesche avventure dove, tra l’altro, si trovano a dover salvare una razza di nativi, che sono virtualmente esemplari dell’homo sapiens, da un gruppo di primordiali e scimmieschi uomini della pietra, la spedizione fa ritorno in Inghilterra e il professor Challenger finalmente riesce a dimostrare la fondatezza della sua scoperta, portando come prova uno pterodattilo vivo all'interno di una cassa.
Commento: I primi dinosauri e il fascino di un doppio viaggio nel tempo. Siamo, infatti agli inizi del '900, quando la maestria immaginifica di Sir Conan Doyle ci trascina "dove nessuno è mai stato prima": in un luogo isolato e sperduto dove il tempo si è fermato e feroci dinosauri continuano ad esistere, indisturbati. Un libro avventuroso e spettacolare.
Non è un caso se Michael Crichton si ispirerà proprio a questo romanzo per il suo "Jurassic Parck". Tutto ha inizio con una spedizione, guidata dal professor Challenger, attraverso uno sperduto altopiano della foresta amazzonica e... se vi ho incuriosito, non vi resta che leggerlo!
Piccola annotazione: "The Lost World", tratto dal romanzo, fu il primo film proiettato durante un volo aereo: su un dirigibile in viaggio tra Londra e Parigi nel 1925.
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FairyRain
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giovedì, 17 settembre 2009/15:16
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DOPO L'ESTATE
Un'altra estate è andata
Scandita dagli incontri
Di amici d'una vita
Che non ho visto mai.
Scrittori, cento artisti
S'avvicendano dentro
Il mio cervello, salgono,
Scendono ed altri arrivano
Un po' come i turisti
Isterici e ingombranti
Pallidi come ombre
Dall'inferno tornate
Sembrano eterni poi
Un mattino, partiti
E non li hai conosciuti
Mentre docili in fila
Settimane tramontano
Passano, tutto passa
Come poesie sul mare
E una sera è finita
Resti lì a presidiare
Una spiaggia deserta
Nella luce distorta
Sull'ostile trafila
Delle saracinesche
Cadute in un baleno
Clangore arrugginito
Fosche isole di sole
Esangue sulla spiaggia
E oggi dopo oggi
Un tepore sorseggi
Che forse tornerà
Il sapore del gelo
Sulla riva ritrovi
E l'autunno dipinto
Sui palazzi ed è il conto
Di un altr'anno ed è il prezzo
Per incanti che vanno
Ed il vento distorto
Dell'inverno che viene
Con le sue notti piene
Di tempeste a dirotto
Presto sarà Natale
Da buttare anche lui
Coi regali stentati
Cogli auguri sdentati
Prima d'un'altra estate
E ti chiedi a che serve
Questa replica torva
Di un'attesa già evasa
E ti chiedi chi è stato
A inventare il dolore
Di un'estate che muore
Senza essere nata
di Massimo Del Papa ©
Tutti i diritti riservati

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FairyRain
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domenica, 13 settembre 2009/18:24
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Piccolo commento sul libro
TI VIVRO' ACCANTO
La favola infinita di Renato Zero
di Massimo Del Papa
(Ed. Meridiano Zero)
Il libro è un lavoro accurato, approfondito, serio. Scritto in maniera coinvolgente e con uno stile particolare, non contiene gossip ma la storia di un artista analizzato attravero la sua arte, brano dopo brano, dai primissimi inizi all'ultimo lavoro "Presente". La musica e la storia di Renato Zero seguono un percorso storico che viene intessuto ed emerge nella narrazione senza mai appesantirla, anzi donandole ancora maggiore interesse! Lo consiglio davvero!
Descrizione: Da autentico corsaro della critica musicale Massimo Del Papa compone, con "Ti vivrò accanto", un patchwork ribollente e abrasivo in grado di staccare dallo stampo delle parole i contorni e i colori di un artista, unico, difficilmente definibile, per quella sua capacità camaleontica di cambiare pelle e anima. Si arriva così alla fine di un viaggio pieno di avventure e canzoni indimenticabili per trovare Renato Zero, tratteggiato qui in tutta la sua ribellione, fra abissi e cime, stelle e inferni personali che rappresentano la cifra più vera per mantenere intatto il proprio credo d'artista: non tradire se stesso. Il libro offre un panorama completo sull'opera di Renato Zero: la ricostruzione degli esordi sulle assi del palcoscenico del Piper romano, il primo successo con dischi come Zerofobia, Zerolandia, EroZero, per fotografarlo, scarico e svuotato, agli inizi degli anni Ottanta dopo gli ultimi fuochi di Artide e Antartide e vederlo finire dritto nel baratro dell'indifferenza, tradito da un pubblico che aveva condiviso il sabba a base di lustrini, tutine attillate e canzoni manifesto. E poi, dopo il deserto, la rinascita, sdoganata attraverso la ricreazione di un personaggio che sposa l'opposto del 'gemello malvagio' del debutto, ora invece tutto introspezione, sermoni e crisi mistiche.
QUI per altre notizie sul libro e per leggere alcune recensioni.
Il Libro è introdotto da una bellissima prefazione di Marinella Venegoni, critico musicale de "La Stampa". Potete leggerla anche nella sua rubrica.
La prefazione di Marinella Venegoni
Chi è, davvero, Renato Zero? Neanche i sorcini – che pure sono un autentico popolo, devoto e fedele – riuscirebbero a dare una risposta univoca al di là dell’amore senza misura che gli dedicano. Ma il mistero che regna comunque intorno alla sua figura, l’ambiguità di cui egli stesso è stato il primo, e rutilante manifesto in un’Italia ancora chiusa nei propri schemi sociali, e ancora provinciale nelle forme del consumo culturale, ne hanno fatto il personaggio più intrigante della musica popolare italiana.
Eterno oggetto di discussioni, simbolo da difendere con fanatica intransigenza o da colpire con impietosa delegittimazione, certo inconsapevolmente Zero ha costruito la propria carriera intorno a una sorta di inafferrabilità esistenziale, che ha infiammato le fantasie di un Paese dove le canzoni (anche al di là della musica) hanno fatto storia e costume: a tale inafferrabilità, Renato ha finito per dare voce anche artisticamente, spostando nel tempo il baricentro della propria ispirazione, mutandone gli addendi senza preavviso, suscitando sorprese talvolta non gradite, sia musicali e che visive, fino a catturare sempre più seguaci dentro una rete di stimoli eccentrici e – perché no – contrapposti. I suoi fan risultano dunque una casta trasversale per età, sesso, composizione sociale: ma pur sempre una casta, addetta a un culto che non ha mai ammesso dubbi o incertezze.
A questo soggetto, tutto sommato ancora misterioso, Massimo Del Papa dedica il libro che state per leggere. Un libro davvero sorprendente nelle pagine che a mano a mano dilatano la dimensione del racconto, disegnando un orizzonte di riferimento dove cronaca e storia, vita ed emozioni, desideri, progetti, ambizioni, perfino segreti risvolti psicologici, finiscono per tracciare un profilo che segna pezzi essenziali della storia di un tempo, tanto autentica è la passione per questo personaggio e per la musica che ha creato e attraversato nella sua più che trentennale carriera artistica; e tanto certosina è la cura della ricerca e dell’analisi espressiva, che procede attraverso una meticolosa elencazione degli album e delle loro canzoni, esplorandone l’essenza complessiva, il contenuto stilistico e musicale, ma pure il contesto esistenziale e sociale, e gli affetti, dentro i quali la ’zerofollia’ andava edificando una propria poetica. Massimo Del Papa, che coltiva con animo generoso la libertà di scrittura e di espressione, fotografa qui con complice sincerità un percorso di vita dove le proprie private passioni finiscono per integrarsi con la storia – umana e artistica – di quello che in anni verdi dev’esser stato un oggetto di culto, ma che poi, con la maturità e l’accumulo doveroso della razionalità, è diventato un serio oggetto di osservazione e di studio. Attento, paziente. Implacabile.
Nel suo racconto stringente, prima il ragazzo, poi l’uomo Zero tracimano dai solchi degli album, le canzoni si fanno misura della progressiva costruzione di un universo espressivo dove diventa sempre più difficile districare la partitura dal vissuto quotidiano, e la vita e il lavoro si fanno una cosa sola. Alla fine, letta l’ultima riga, chiuso il libro, Ti vivrò accanto è il fascinoso racconto della lunga – anche dolorosa – resa dei conti di Renato con se stesso. Dalla quale uscirà certamente più maturo, ma non cambiato del tutto, in salda compagnia di controsensi e certezze che si evolvono verso la grande stagione della maturità.
Del resto, di Renato Zero tanta storia deve ancora essere vissuta, e raccontata. Ma il ritratto che salta via, intrigante, vivido, appassionato, dalle pagine di Ti vivrò accanto è a figura intera: è quello di un artista che ha cominciato a sfidare le convenzioni già quand’era soltanto adolescente, quasi senza nemmeno saperlo, e poi ha continuato per una vocazione che s’andava a mano a mano consolidando e radicando, prendendosi il piacere irrinunciabile di una libertà a tutto campo. Un ribelle di periferia che è diventato divo continuando a ignorare ogni pressione, e ogni convenzione, e badando a dar retta soltanto a se stesso. A qualunque costo. Un uomo vero, che merita conoscere.

Per ingrandire la copertina fronte-retro, cliccate sopra l'immagine!
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FairyRain
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lunedì, 04 maggio 2009/22:14
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TI VIVRO' ACCANTO. La favola infinita di Renato Zero
di Massimo Del Papa (Ed. Meridiano Zero)
L'USCITA E' STATA ANTICIPATA:
IL 15 APRILE, IN TUTTE LE LIBRERIE ITALIANE!
Sull'interessantissimo Blog di LadyAileen "Una passione e oltre" trovate una splendida autopresentazione del libro e dell'autore. Per leggerla QUI.Un altro interessante post QUIDalla Quarta di copertina: un libro imperdibile
Per tutte le altre info babysnakes
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FairyRain
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mercoledì, 08 aprile 2009/10:14
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Questa volta esco dal genere di libri che tratto di solito per segnalare un'uscita unica e imperdibile: il libro definitivo su Renato Zero, scritto da una penna inimitabile.
TI VIVRO' ACCANTO
La favola infinita di Renato Zero
di Massimo Del Papa
(Ed. Meridiano Zero)
"Ti vivrò accanto" il nuovo libro dedicato a Renato Zero, firmato da Massimo Del Papa - editorialista de “Il Mucchio” e critico musicale dallo stile abrasivo e corsaro – risponde in pieno a queste caratteristiche, tanto che davvero può essere a buon titolo definito IL LIBRO DEFINITIVO sull’artista romano.
Prefazione di Marinella Venegoni, oltre trecento pagine zeppe di emozioni, colori, analisi, graffi scoccati da una penna dal piglio micidiale, capace di imbizzarrirsi dove serve e di avvolgere in pennacchi d’inchiostro una figura gloriosa della musica italiana.
Il libro comprende anche l'analisi del nuovo Cd di Renato Zero "Presente", uscito il 20 marzo.
IL NUOVO LIBRO EDITO DA MERIDIANO ZERO, SCRITTO DA MASSIMO DEL PAPA SU RENATO ZERO, USCIRÁ IL 29 APRILE 2009 IN TUTTE LE LIBRERIE ITALIANE!!! NON LASCIATEVELO SFUGGIRE!
Tutte le notizie e la bellissima copertina sono tratte dal blog della casa editrice MERIDIANO ZERO.
BABYSNAKES, è invece il seguitissimo blog personale dell'autore.
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FairyRain
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giovedì, 26 marzo 2009/15:35
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I trasgressori saranno premiati
di Massimo Del Papa
(Zonza Editori)
Uscirà in marzo e sarà reperibile in tutte le librerie e nei siti di vendita on-line un interessante saggio del giornalista e scrittore Massimo Del Papa. Il tema è quello dell'illegalità diffusa, che ogni giorno tocchiamo con mano, che ci aleggia intorno come una cappa opprimente e che, purtroppo, avvertiamo sempre meno perchè assuefatti o rassegnati. L'illegalità non consiste solo nella commissione di piccoli o grandi reati (o illeciti), ma nella continua e sistematica ignoranza di ogni regola di comportamento e di civiltà. Come sulla strada, così in coda agli sportelli, quello che gli italiani fanno perchè sanno che ... i trasgressori saranno premiati.
Una critica feroce ed ironica, un libro dalla scrittura incisiva, per indignarsi e reagire. Il tutto è introdotto da una bellissima prefazione di Luca Goldoni.
QUI la scheda completa del libro e vi consiglio di consultare l'interessante BLOG dell'autore.
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FairyRain
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lunedì, 02 febbraio 2009/16:06
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Stavolta voglio parlare di un libro non in uscita, ma pubblicato nel 2006 (riedito poi nel 2008) che merita una segnalazione, in quanto contiene due opere giovanili e l'ultimo romanzo, rimasto incompiuto, di Jane Austen.
Si tratta di "Sanditon - Lady Susan - I Watson" edizioni Carte Scoperte.
Questo libro è un invito a entrare nel mondo di Jane Austen. Sono proposti tre racconti che, pur essendo tra di loro molto differenti per stile e contenuto, possiedono gli elementi che caratterizzano la sua intera opera. L'abilità di questa autrice è di aver saputo raccontare non solo la realtà del mondo che la circondava, ma soprattutto le dinamiche che stanno dietro al comportamento e alle scelte dei protagonisti di quel mondo. C'è un continuo scambio tra la psicologia dei personaggi e l'ambiente di cui fanno parte o a cui aspirano a far parte. Non solo quell'universo piccolo borghese influenza modi di pensare e di agire, ma spesso sono le persone che, pur di non esserne escluse, adeguano il loro modo di relazionarsi.
Una lettura interessante, suggestiva e così "austeniana" che non può mancare nella biblioteca di quanti apprezzano la grande autrice di "Orgoglio e Pregiudizio". La particolarità di "Lady Susan" è che trattasi di un romanzo epistolare. Unico rammarico per il lettore sarà per i finali sospesi, causa incompiutezza di "Sanditon" e de "I Watson", ma la lettura vale la pena per lo stile, lo spirito, l'accuratezza e la vivacità con cui le storie si dipanano ed i personaggi prendono vita.
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FairyRain
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mercoledì, 28 gennaio 2009/22:24
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Buona fine e buon inizio...
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FairyRain
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mercoledì, 31 dicembre 2008/12:47
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Per chi vuole immergersi nelle atmosfere del periodo della Reggenza e ritrovare gli indimenticabili personaggi dei romanzi di Jane Austen o, addirittura, fantasticare sulla stessa vita dell'insuperabile autrice di tanti capolavori, ecco alcuni romanzi sul genere. Il primo è un cosiddetto "spin-off", cioè un seguito immaginario delle vicende di "Orgoglio e pregiudizio", il secondo vede protagonista la stessa Jane Austen nei panni di un'inusuale investigatrice, il terzo prende le fila dal ritrovamento del suo diario perduto. Ai lettori decidere se l'intento di questi romanzi è stato raggiunto...
L' indipendenza della signorina Bennet
di Colleen McCullough (Rizzoli)
Elizabeth la saggia, Lydia la mondana, Jane la bella, Mary la timida. Generazioni di lettrici hanno pianto, sperato, sognato insieme alle sorelle Bennet, indimenticabili protagoniste di "Orgoglio e pregiudizio". Vent'anni dopo l'epilogo del romanzo della Austen, le ritroviamo qui al fianco di mariti devoti, distratti o crudeli; assediate dalla malinconia o dai pettegolezzi: impegnate a crescere i figli o a frequentare circoli alla moda; alle prese con le gioie, i dubbi e le debolezze del tempo che passa. Tutte tranne Mary, la più docile, la più riservata... Non si può dire che, fino a qui, la vita sia stata troppo generosa con lei: bruttina, ignorata dai pretendenti e inchiodata alle convenzioni, ha trascorso più di un decennio al capezzale di una madre capricciosa e malata. Ora, alla morte di questa, si ritrova improvvisamente sola e libera, con un futuro tutto da inventare. Sfidando le convenzioni e le proprie più profonde paure, Mary si getta in un'avventura imprevedibile, complicata e appassionante quanto la vita stessa.

Jane e la disgrazia di Lady Scargrave
di Sthephanie Barron (TEA)
In visita presso l’amica, la bellissima e giovane Isobel Payne, Contessa di Scargrave, Jane (Austen) è testimone di una tragedia: il Conte Frederick, marito di Isobel, colto da improvviso e inspiegabile malore, muore in poche ore. La scomparsa prematura del marito, dopo tre soli mesi di matrimonio, getta la povera Isobel nella più cupa disperazione. Tuttavia la vedova scopre ben presto che non si tratta che dell’inizio delle sue disgrazie: di lì a breve infatti una misteriosa missiva la raggiunge, nella quale sono contenute oscure minacce e la duplice accusa di omicidio e di adulterio. Terrorizzata, Isobel invoca l’aiuto di Jane, la sola di cui si può fidare, ma soprattutto l’unica, tra i presenti al castello nella notte della tragedia, che non tragga alcun vantaggio dalla morte di Lord Scargrave. Contando sulle sue ben note doti di investigatrice, Jane si trova così coinvolta in una pericolosa indagine che la porterà a varcare nientemeno che i cancelli della prigione di Newgate e persino la soglia della Camera dei Lords, arrivando a mettere a repentaglio la sua stessa vita.

Il diario perduto di Jane Austen
di Syrie James (Piemme)
«Quelli che leggono i miei romanzi potrebbero chiedersi come può una donna, che nella sua vita non è mai stata nemmeno corteggiata e che non ha mai provato la meravigliosa sintonia di anima e corpo che unisce due persone, pretendere di scrivere sull’amore. La mia risposta è che una mente astuta e un occhio attento uniti a una fervida immaginazione possono creare qualsiasi tipo di illusione letteraria. La verità è che ho conosciuto un uomo che mi ha fatto provare realmente le profonde emozioni che descrivevo nei miei libri, che ha risvegliato la mia anima, da lungo tempo ormai sopita. Di quest’uomo non ho mai potuto parlare, ho dovuto relegare il mio amore per lui in un angolo nascosto del mio cuore e bandirlo per sempre. Io però non l’ho mai dimenticato.» E se la vita di Jane Austen non fosse stata esattamente come ce l’hanno raccontata? Se dietro ai personaggi indimenticabili di Darcy, Willoughby ed Edward Ferrars si nascondesse un uomo reale, di cui nessuno è mai stato a conoscenza perché Jane ha confidato quel segreto solo al suo diario? E se quel prezioso manoscritto venisse ritrovato per caso, murato nella soffitta del cottage in cui la scrittrice visse per molti anni, e giungesse nelle mani di una docente di letteratura? Forse così molte domande sulla misteriosa vita e sugli amori di Jane Austen troverebbero finalmente una risposta.
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FairyRain
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domenica, 30 novembre 2008/15:08
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Il mastino dei Baskerville
di Arthur Conan Doyle
Una maledizione vecchia di secoli minaccia e spaventa l'antica e nobile famiglia inglese dei Baskerville.La terribile leggenda narra di un enorme cane infernale che si aggira per la brughiera di Dartmoor sin dai tempi in cui un loro antenato, detto Ugo il Malvagio, perseguitò ed uccise una giovane contadina del luogo.
Nonostante siano trascorsi secoli, il terribile ululato torna ad echeggiare nei pressi di Baskerville Hall ed è qui che viene trovato morto, in circostanze misteriose, Sir Charles Baskerville. Circostanze rese ancora più inquietanti dalla presenza, nei pressi del cadavere, di impronte di un cane gigantesco.
Occorre far luce sul mistero e proteggere la vita di Sir Henry, nuovo ed ultimo erede dei Baskerville. Viene, quindi, chiesto l’aiuto del celebre detective Sherlock Holmes il quale, impossibilitato a lasciare Londra, manda in avanscoperta il fedele dottor Watson. Giunto a Dartmoor egli trova una fitta ed intricata serie di misteri: il maggiordomo Barrymore viene sorpreso nottetempo a fare strani segnali di luce da una finestra di casa Baskerville e per la brughiera si aggira un pericoloso criminale omicida evaso dalla vicina prigione di Princetown, mentre la nebbia copre la palude e gli ululati continuano nella notte. Il dottor Watson invia regolarmente ad Holmes, precisi e dettagliati rapporti, grazie ai quali facciamo conoscenza degli abitanti del luogo. Ci vengono, in questo modo, presentati il naturalista Jack Stapleton, un entomologo appassionato di rare farfalle, e sua sorella Beryl, della quale si innamorerà presto il giovane Sir Henry; il signor Frankland di Lafter Hall, un eccentrico gentiluomo di campagna col pallino per le questioni di diritto e per le osservazioni al telescopio, Il dottor Mortimer e Laura Lyons, una dattilografa che pare abbia scritto un biglietto a Sir Charles nel quale gli chiedeva un appuntamento proprio per la sera in cui è morto. Sherlock Holmes, ancora una volta, darà prova delle le sue eccezionali capacità investigative, trovando le tracce che lo porteranno alla scoperta della incredibile verità.
“The Hound of the Baskervilles”, il titolo originale del romanzo, uscì a puntate sul mensile The Strand Magazine dall’agosto 1901 fino all’aprile 1902. Mentre la prima edizione in volume viene pubblicata a Londra per i tipi di George Newnes nel marzo dello stesso anno. La pubblicazione di questa avventura ebbe un clamoroso successo, giungendo oltretutto diversi anni dopo l’ultima avventura di Sherlock Holmes (precipitato dalle cascate di Reichenbach, in Svizzera, mentre lottava contro Moriarty).
La prima edizione italiana uscì a puntate, sempre nel 1902, su La Domenica del Corriere e l’anonimo traduttore è stato l’unico a cogliere la vera essenza della parola hound nel titolo originale, reso con La Maledizione dei Baskervilles.

Sir Arthur Conan Doyle
Nato nel 1859 a Edimburgo, in Scozia, sir Arthur Conan Doyle fece dapprima il medico, per poi dedicarsi esclusivamente alla letteratura, scrivendo romanzi storici; ma raggiunse il successo inventando il personaggio di Sherlock Holmes, ancora oggi il detective più famoso della letteratura mondiale. Morì nel 1930.
Aveva quasi 27 anni quando, nel 1886, scrisse la sua prima storia di Sherlock Holmes.
Il 30 ottobre 1886 Doyle ricevette un'offerta dalla Ward, Lock & Company: "Egregio signore abbiamo letto il vostro libro e ne siamo soddisfatti. Non possiamo pubblicarlo quest'anno perché il mercato e' invaso da romanzi a poco prezzo, ma se non avete niente in contrario a che venga tenuto in sospeso fino all'anno prossimo, vi corrisponderemo 25 sterline per i diritti d'autore".
Fu così che, nonostante l'esigua ricompensa, il 20 novembre successivo Doyle cedette tutti i diritti su A Study in Scarlet che venne pubblicato nell’edizione Beeton’s Christmas Annual.
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FairyRain
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domenica, 23 novembre 2008/17:54
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Sempre per rimanere in tema, ecco un libro uscito a settembre per la PIEMME ...
Il diario perduto di Jane Austen
di Syrie James
«Quelli che leggono i miei romanzi potrebbero chiedersi come può una donna, che nella sua vita non è mai stata nemmeno corteggiata e che non ha mai provato la meravigliosa sintonia di anima e corpo che unisce due persone, pretendere di scrivere sull’amore. La mia risposta è che una mente astuta e un occhio attento uniti a una fervida immaginazione possono creare qualsiasi tipo di illusione letteraria. La verità è che ho conosciuto un uomo che mi ha fatto provare realmente le profonde emozioni che descrivevo nei miei libri, che ha risvegliato la mia anima, da lungo tempo ormai sopita. Di quest’uomo non ho mai potuto parlare, ho dovuto relegare il mio amore per lui in un angolo nascosto del mio cuore e bandirlo per sempre. Io però non l’ho mai dimenticato.»
E se la vita di Jane Austen non fosse stata esattamente come ce l’hanno raccontata? Se dietro ai personaggi indimenticabili di Darcy, Willoughby ed Edward Ferrars si nascondesse un uomo reale, di cui nessuno è mai stato a conoscenza perché Jane ha confidato quel segreto solo al suo diario? E se quel prezioso manoscritto venisse ritrovato per caso, murato nella soffitta del cottage in cui la scrittrice visse per molti anni, e giungesse nelle mani di una docente di letteratura? Forse così molte domande sulla misteriosa vita e sugli amori di Jane Austen troverebbero finalmente una risposta.
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FairyRain
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venerdì, 12 settembre 2008/21:58
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Jane Austen
Jane Austen è considerata una delle più grandi autrici di lingua inglese. Benchè abbia scritto nel corso di tutta la sua vita, cominciando a stendere le prime versioni dei suoi romanzi già da giovanissima, riuscì a vedere pubblicato uno dei suoi libri solo all’età di trentasei anni. I suoi romanzi furono subito molto apprezzati, ma l’autrice rimase pressoché sconosciuta in vita, poiché pubblicò tutti i suoi libri, ad eccezione dei due postumi, in forma anonima. Tutto quello che sappiamo della sua vita schiva deriva dalle raccolte di memorie di alcuni suoi nipoti e da alcune raccolte di sue lettere.
Nata a Stevenson [Hampshire] nel 1775, compì la propria educazione quasi interamente a casa sotto la guida del padre, un ecclesiastico. Nel 1801 si trasferì con la famiglia a Bath. Nel 1805, dopo la morte del padre, a Southampton. Dal 1809 è a Chawton [Hampshire], dove scrive quasi tutti i propri romanzi. Profondamente attaccata alla famiglia, in particolare alla sorella Cassandra, Jane non si sposò mai. Trascorse una esistenza raccolta e casalinga, interrotta solo da brevi visite a Londra e ai luoghi di villeggiatura sulla costa meridionale inglese. Morì a Winchester nel 1817.
Jane Austen ha scritto sei romanzi, che continuano ad affascinare i lettori quasi 200 anni dopo la sua morte: Ragione e sentimento, Orgoglio e Pregiudizio, Northanger Abbey, Mansfield Park, Emma e Persuasione. I romanzi, così come la sue opere giovanili incompiute, sono disponibili in numerose edizioni moderne. La sua raccolta di lettere, denominata "Le Lettere di Jane Austen", è pubblicate dalla Oxford University Press, a cura di Deirdre Le Faye (1995).
Quella che segue è una cronologia delle opere di J. Austen e della data di pubblicazione dei suoi romanzi fino al 1817, l'anno in cui morì.
Cronologia delle opere
c. C. 1787-1793 Vengono scritte brevi opere, chiamate collettivamente "Juvenilia".
c. C. 1794 Viene scritto Lady Susan, ma senza una conclusione.
c. C. 1795 Viene scritto "Elinor e Marianne" (poi riveduto come Ragione e sentimento).
1796 E' iniziato "First Impressions" (poi riveduto come Orgoglio e Pregiudizio).
1797 "First Impressions” è completato e offerto dal padre della Austen ad un editore, ma viene respinto senza nemmeno essere stato letto.
c. C. 1798-1799 Viene scritto “Susan” (più tardi reintitolato "Caterina" e pubblicato postumo come l'Abbazia di Northanger).
1803 "Susan" viene venduto ad un editore, ma mai pubblicato.
c. C. 1804 I Watsons viene iniziato ma non finito.
1805 Lady Susan viene completato.
1810 Ragione e sentimento è accettato per la pubblicazione.
1811 Ragione e sentimento viene pubblicato.
Ampia revisione di "First Impressions" che viene iniziato come Orgoglio e Pregiudizio.
Viene iniziato Mansfield Park.
1812 Orgoglio e Pregiudizio è acquistato da un editore.
1813 Orgoglio e Pregiudizio viene pubblicato.
Mansfield Park è completato e accettato per la pubblicazione.
Vengono pubblicate le seconde edizioni di Orgoglio e Pregiudizio e Ragione e sentimento.
1814 E' pubblicato Mansfield Park.
Viene iniziato Emma.
1815 Emma è completato e viene pubblicato nel 1816.
Viene iniziato Persuasione.
1816 Persuasione è completato.
"Susan" viene riacquistato da un editore e riveduto come "Caterina".
E' pubblicata la seconda edizione di Mansfield Park.
1817 Sanditon viene iniziato ma non terminato.
Northanger Abbey e Persuasione vengono pubblicati postumi insieme a "Nota biografica" di Henry Austen (1818 ).
Piccolo omaggio a Jane Austen
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FairyRain
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venerdì, 05 settembre 2008/22:37
Conservato in: libri, autori, jane austen
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Persuasione
di Jane Austen
Composto tra il 1816 e il 1817, "Persuasione" è l'ultimo romanzo completo della Austen, venne pubblicato postumo dal fratello dell'autrice.
Ultimo e più maturo romanzo della Austen, Persuasione contiene un impareggiabile ritratto della provincia inglese d’inizio Ottocento e, attraverso la contrastata vicenda della eroina, una intensa polemica antiaristocratica
La trama in breve
Anne Elliot, la protagonista del romanzo, ha sbagliato: da giovanissima, appena diciannovenne, si è lasciata convincere dall’opposizione del padre, Sir Walter, e dalla “persuasione” di Lady Russell a rompere il fidanzamento col giovanissimo ufficiale di marina Frederick Wentworth, amatissimo ma non ricco. Adesso, a ventisette anni, Anne è sola; per di più le sorti economiche della sua famiglia hanno subito un rovescio e il padre è stato costretto a dare in affitto la propria tenuta all’ammiragio Croft. Ma un giorno l’ammiraglio riceve la visita del proprio cognato, un affermato e facoltoso capitano di marina: è Frederick, e questa volta, otto anni dopo, Anne ha la sua seconda occasione.

Persuasion (1995)

Persuasion (2007)
Incipit
Sir Walter Elliot, di Kellynch Hall nel Somersetshire, era un uomo che per passare il tempo mai apriva altro libro che non fosse il Baronetage; vi trovava occupazione per un'ora d'ozio, consolazione per una di dolore; la sua mente fremeva d'ammirazione e di rispetto, contemplando l'esiguo numero dei membri superstiti delle più anriche baronie, e ogni spiacevole sensazione causata da questioni domestiche naturalmente si mutava in compassione e disprezzo mentre voltava le pagine in cui erano annotate le quasi infinite nomine del secolo precedente; e qui, anche se ogni altro foglio fosse stato privo del benché minimo interesse, qui egli poteva leggere, con un interesse che mai diminuiva, la storia della sua vita.
Citazioni
"Era stata costretta ad essere prudente da giovinetta, ma crescendo aveva imparato a essere romantica: naturale conseguenza di un inizio innaturale."
"Anne sorrise, e lasciò correre. Era un errore troppo piacevole per meritare un rimprovero. Per una donna è assai rassicurante sentirsi dire che a ventotto anni non ha perduto nessuna attrattiva della sua prima gioventù; ma il valore di un simile omaggio era molto più grande per Anne se lo paragonava a certe parole del passato, e sentiva che era il risultato, e non la causa, del loro rinnovato amore."
Un romanzo appassionante, non potrete non affezionarvi ad Anne e sperare con lei che gli errori del passato siano ancora rimediabili ... Un altro capolavoro!
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FairyRain
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venerdì, 29 agosto 2008/22:24
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Poesie, lette e interpretate dal loro autore, sprazzi d'anima, un ultimo faro solitario nel mare d'aridità dilagante.
Per informazioni, qui.
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FairyRain
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mercoledì, 21 maggio 2008/21:49
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Il romanzo gotico
Genere letterario in cui prevalgono il mistero e il terrore, molto diffuso in Gran Bretagna fra la seconda metà del Settecento e i primi dell’Ottocento. Sviluppatosi nell’ambito del romanticismo inglese, il romanzo gotico o “romanzo nero” dominò la scena della letteratura popolare britannica anche grazie all’enorme successo che riscontrò presso il pubblico femminile.
Il genere è costituito da romanzi e racconti prevalentemente ambientati in lugubri abbazie e castelli medievali diroccati, popolati di fantasmi e dotati di passaggi segreti. Concepito, soprattutto in origine, per suscitare spavento nel lettore, il genere è strutturato secondo schemi narrativi fissi in cui si muovono tenebrosi o demoniaci personaggi maschili che attentano al pudore di inermi ragazze virtuose. L’intrigo, infarcito di elementi legati al misterioso e al sovrannaturale, assicura invariabilmente una punizione finale dei cattivi e il trionfo della morale imperante.
Fra i suoi esponenti più noti figurano Horace Walpole, considerato il padre del romanzo gotico e dei suoi canoni fondanti (Il castello di Otranto, 1764), William Beckford (Vathek, 1782), Ann Radcliffe (I misteri di Udolpho, 1794), Matthew Gregory Lewis (Il monaco, 1796) e Charles Robert Maturin (Melmoth l’errante, 1820). Un posto a parte spetta a Mary Wollstonecraft Shelley, il cui Frankenstein ovvero il Prometeo moderno (1818) si colloca al crocevia tra gotico e fantascienza. Echi gotici si trovano nella narrativa di Walter Scott e in Charles Dickens, e alcuni critici ne individuano tracce anche nella vicenda di Lucia e dell’Innominato nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.
Il genere, che condivide diversi elementi tematici con la ghost story, ha conosciuto nel corso del XIX secolo numerosi intrecci con altri generi letterari, dal fantastico al romanzo d’appendice. Per i suoi aspetti misteriosi e la presenza di personaggi fatali, il romanzo gotico è considerato il precursore del moderno romanzo a enigma. Nell’uso più estensivo, il termine “gotico” definisce un’opera letteraria i cui ingredienti principali siano l’orrore e il sovrannaturale.
Ann Radcliffe
I sui primo romanzi, Castelli di Athlin e Dunbayne (1789) e Romanzo siciliano (1790) sono stati pubblicati anonimamente. Ha raggiunto la fama con il suo terzo romanzo, Il Romanzo della Foresta (1791), un racconto ambientato nella Francia del XVII° secolo. La sua opera successiva è I misteri di Udolpho (1794), classico esempio di romanzo gotico, grazie al quale divenne la più popolare romanziera d'Inghilterra, in cui l'eroina, Emily St Aubert, è imprigionata in una fortezza sugli Appennini da un sadico malvagio, Conte Montoni, ed è alla mercé della sua immaginazione.
Con L'italiano (o Il Confessionale dei Penitenti Neri) (1797), Ann Radcliffe realizza la sua piena statura di scrittrice. Lo dimostra non solo il migliorato dialogo e la costruzione della trama , ma il suo cattivo, Schedoni, è trattato con una insolita introspezione psicologica. L'Italiano, romanzo celebre e citatissimo (per esempio da Jane Austen) come esempio di letteratura sentimental-orrorifica, ha al centro della trama le sinistre malefatte del monaco Schedoni. Di origine misteriosa, ma che si suppone altolocata, perfido ma non esente da una romantica malinconia, che si presume dovuta al ricordo di colpe innominabili e di passioni ormai spente, Schedoni è un demonio romanticissimo. Ed è quindi il capostipite della tradizione, tipica del romanzo anglosassone, di attribuire ogni delitto, ogni orrore e ogni mistero a un italiano.
Negli ultimi 20 anni della sua vita scrisse per la maggior parte poesia. La sua poesie (1816) e il suo romanzo postumo Gaston de Blondeville (1826), che include un buon numero di versi, sono stati pubblicati postumi.
Sir Walter Scott, l'ha definita "la prima poetessa di fiction romantica", e tra i molti suoi ammiratori sono inclusi Lord Byron, Samuel Taylor Coleridge, e Christina Rossetti. Scrivendo nella tradizione del romanzo di sensibilità, ella ha coraggiosamente focalizzato i temi del nascente Romanticismo nelle sue storie e ha preparato la strada per il maggior talento di Scott e dei poeti romantici.
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FairyRain
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martedì, 11 marzo 2008/15:20
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SVANITI POETI
Così piove dentro noi il silenzio, dove le cose nuove non cerchi e non trovi, e cerchi di delusione scavi: muoverai aloni di rimozioni fragili, e tutto pare vano di parole, di pose che a vederle fanno orrore, come le rose quando esangui posano il capo di petali spettinati. E pallidi. E di rituali inutili si muore, dentro, mentre piove e allaga di dolore i giorni scuri, che non sai capire e non sai dire. Ci vorrebbe chi insegna a volare. Chi di parole accende l'indicibile. Ma dove siete, poeti, lucidi e stonati? In via d'estinzione, confinati; rinchiusi, non è tempo per voi, non è il vostro pianeta se di atomi dispersi fate sogni, ragnatele impossibili che l'infinito legano. Sibili gli sguardi dei poeti che arrivano dove nessuno vede. Soli generosi, immobili motori che bruciano pensieri, in compagnia di una stregoneria, maledizione incastonata là, inestirpabile ma illuminerà quello che è ignoto per l'eternità.
Massimodelpapa ©
(per gentile concessione dell'autore)
Il suo ultimo libro è questo... poesie in prosa e racconti in versi, uno stile unico e particolare che colora, sfumandole in mille tonalità, storie vibranti della medesima sensibilità.
PRESTO O TARDI

Per ulteriori informazioni andate al suo interessantissimo blog babysnakes
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FairyRain
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martedì, 05 febbraio 2008/19:45
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Mansfield Park
di Jane Austen
Romanzo che ha una complessa struttura narrativa e che mostra una ammirevole sincerità è "Mansfield Park" (1814).
Il titolo è tratto dal nome della casa di campagna in cui si svolgono i fatti. Essa appartiene a Sir Thomas Bertram che l'ha resa specchio della sua riservatezza e austerità. Durante una lunga assenza di Sir Thomas, lassismo e confusione morale si impadroniscono di Mansfield Park. Influiscono negativamente l'egoista Lady Bertram e la malvagia cognata, signora Norris. Lo scandalo scoppia quando la figlia Mary, sposa del signor Rushworth, fugge con un altro uomo, Henry Crawford, imitata poco dopo dalla sorella Julia.
L'unica a restare fedele ai principi morali di sir Thomas Bertram sarà Fanny Price.
Al di là dell’apparente trionfo della morale tradizionale, la narrazione contiene un’implicita e corrosiva critica della cultura dominante del primo Ottocento: Fanny – suggerisce l’autrice – realizza, infatti, l’ascesa sociale al prezzo della negazione della propria libertà e spontaneità. Mansfield Park ha il suo vero centro nel tema scottante dell’educazione femminile e dimostra tutta la modernità di Jane Austen.
La trama in breve
A 10 anni di età, la piccola Fanny Price viene mandata a vivere con gli aristocratici parenti, i Bertram appunto, lasciando la sua famiglia povera a Portsmouth. La giovane cresce nella tenuta di Mansfield Park, trattata con supponenza da tutti, eccetto che dal cugino Edmund, che ne apprezza le doti e la spinge a coltivare la scrittura, la sua grande passione. L’arrivo dei fratelli Crawford, Henry e Mary, due sofisticati londinesi, rompe la monotonia della sonnolenta vita dei Bertram, tanto che in pochi giorni Edmund si innamora della forestiera, mentre il fratello di quest’ultima, dopo aver fatto il don giovanni con le sorelle Bertram, s’infatua di Fanny Price. La ragazza, che nel segreto del suo cuore è, invece, innamorata del cugino Edmund, a cui non può aspirare a causa dei suoi umili natali, rifiuta l’offerta di matrimonio, sicura che l’interesse del giovane non sia sincero e i fatti le daranno ragione.

Mansfield Park (1999)
Frances O’Connor (Fanny Price) Jonny Lee Miller (Edmund Bertram)

Mansfield Park (2007)
Billie Piper (Fanny Price) Joseph Morgan (Edmund Bertram)
Incipit
Circa trent'anni prima, Miss Mary Ward, di Huntington, provvista di una dote di sole settemila sterline, aveva avuto la fortuna di conquistare Sir Thomas Bertram di Mansfield Park, della contea di Northampton, e di raggiungere così la posizione di moglie di baronetto, con tutti gli agi e le prerogative che vanno uniti al possesso di una bellissima casa e di rendite cospicue. Tutta Huntington, attonita, commentò l'importanza del matrimonio, e lo stesso zio della sposa, l'avvocato, ammise che la dote della nipote era inferiore di almeno tremila sterline alla somma che le avrebbe permesso di aspirare logicamente a quella unione.
Citazioni
"Naturalmente, era troppo buona per lui; ma siccome a nessuno rincresce di ottenere ciò che è troppo buono, Edmund si mise ben presto ad inseguire ardentemente l'ambita realizzazione, e non era possibile che l'incoraggiamento da parte di lei dovesse farsi attendere a lungo."
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FairyRain
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lunedì, 28 gennaio 2008/15:23
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Che io adori il modo di scrivere ed i romanzi di Georgette Heyer, per chi passi da queste pagine non è un mistero. La fortuna ha voluto che, in uno dei mercatini estivi dell'usato e antiquariato, trovassi diversi romanzi pubblicati in Italia tra la fine degli anni '70 e la prima metà degli '80. Tra questi "Pecora Nera" della bravissima Heyer, un vero colpo, visto che è ormai fuori catalogo ed è introvabile!
Magistralmente scritto, ricco d'ironia e battutine fulminanti, i personaggi emergono dalle pagine così vividi e affascinanti che non riesci a smettere di leggere. Che differenza rispetto ai romanzi di oggi! Non servono scene ad effetto, l'erotismo esasperato, trame improbabili... basta l'uso sapiente delle parole, l'eleganza e l'arguzia con cui i personaggi interagiscono e niente è scontato, niente è meno che un magnifico gioco, dove le pedine si muovono in armonia fino all'inaspettato scacco matto finale.
"Pecora Nera"
di Georgette Heyer

Ancora giovane, ma non più semplicemente "giovane", nubile e rassegnata a rimanere tale, intimamente ribelle alle convenzioni e ai luoghi comuni idolatrati da una famiglia opaca e rispettabile, Abigail Wendover ha l'insolita fortuna di dover affrontare, per salvare la giovanissima nipote Fanny da un matrimonio indesiderabile, una autentica "pecora nera". Autentica? Meglio non giungere troppo affrettatamente alle conclusioni.
È davvero certo che la sola pecora nera sia Miles Calverleigh, esiliato in India dalla famiglia per i suoi eccessi giovanili? Che, tra Abigail e la sua impetuosa nipotina, sia quest'ultima la più giovane e sventata? Che ad avvicinare irresistibilmente la "saggia" Abigail alla pecora nera sia soltanto il suo profondo senso del dovere nei confronti della nipote?
I lettori di Georgette Heyer sanno quale sapiente uso le sue eroine sappiano fare di un senso del dovere sagacemente inteso. Abigail Wendover non si rivela diversa dalle altre. E la buona società di Bath, al termine dell'avventura, vedrà capovolgersi sorprendentemente posizioni da lungo tempo stabilite; Abigail Wendover avrà perso alcune certezze, ma ne avrà acquistate altre assai più gradevoli; Fanny avrà imparato a non giungere troppo affrettatamente alle conclusioni; e Miles Calverleigh saprà, senza ombra di dubbio, che una "pecora nera" può felicemente rinunciare a essere tale.
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FairyRain
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lunedì, 06 agosto 2007/16:15
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L'Abbazia di Northanger
di Jane Austen
Pubblicato postumo ma scritto, a fine Settecento, da un'autrice poco più che ventenne, "L'Abbazia di Northanger" è il primo romanzo compiuto di Jane Austen. E il libro giovanile di una scrittrice innamorata della lettura è anche una riflessione sulla passione di leggere, e sui rischi che questa passione comporta, in particolare quello del ridicolo. La protagonista, Catherine, è infatti un'accanita lettrice, propensa a immaginare nella sua normalissima esistenza quotidiana gli stessi eventi eccezionali che i suoi romanzi preferiti le hanno insegnato ad apprezzare.
Celebrazione dei riti di iniziazione sociale della borghesia inglese di provincia a cavallo tra Sette e Ottocento, quest’opera della Austen non si esaurisce nella storia di una contrastata passione, ma rappresenta una sottile parodia del romanzo sentimentale, e soprattutto del romanzo gotico, la più diffusa moda letteraria del tempo.
E Catherine è, prima di tutto, la divertente messa in scena di una simpatica anti-eroina della normalità che arriva a credersi protagonista di un dramma a tinte fosche come quello raccontato nei "Misteri di Udolpho" di Anne Radcliffe.
La trama in breve
Il libro si divide in due parti. Nella prima, Catherine fa un viaggio a Bath con alcuni amici di famiglia, gli Allen. Laggiù incontra due coppie di fratelli e sorelle- John ed Isabella Thorpe ed Henry ed Eleanor Tilney. Suo fratello si unisce a loro e si fidanza con Isabella. Catherine è attratta da Henry, un ecclesiastico con un carattere spiritoso ed anticonformista.
Il generale Tilney, padre di Henry ed Eleanor, invita la ragazza ad andare a trovarli a casa loro.
La visita costituisce la seconda parte del libro.
Il generale è premuroso e dispotico allo stesso tempo.
Influenzata dal romanzo gotico che sta leggendo, Catherine immagina che abbia assassinato la moglie. Henry lo scopre e le chiarisce le idee, umiliandola.
Catherine riceve una lettera da suo fratello, in cui le racconta che Isabella ha posto fine al loro fidanzamento. Il generale, tornato da Londra, fa mandare via Catherine, che è costretta a tornare a casa, viaggiando sola. Si capisce che Catherine e James sono stati scambiati per persone molto ricche, ma la verità è poi emersa.
Henry offeso dal comportamento del padre segue Catherine e le propone di sposarlo.

Una delle illustrazioni ad opera di C. E. Brock per un'edizione del 1907
Incipit
Nessuno che avesse conosciuto Catherine Morland nella sua prima infanzia avrebbe mai supposto che il suo destino sarebbe stato quello di essere un'eroina. Tutto era contro di lei: la posizione sociale, il carattere del padre e della madre, il suo aspetto fisico e perfino le sue inclinazioni.
Citazioni
"Nessun uomo è offeso dall'ammirazione di un altro uomo per la donna che ama; è soltanto la donna che può renderglielo un tormento."
"Conosco con esattezza quello che scriverà [dice il signor Tilney a Catherine riferendosi al suo diario]: "Venerdì andata alle Lower Rooms; indossato il vestito di mussola a fiori con la passamaneria blu e semplici scarpe nere: ero a posto sotto tutti i rispetti ma tormentata in modo curioso da uno strano uomo, mezzo scemo, che mi ha voluto far danzare con lui e mi ha afflitto con le sue battute sciocche".

Northanger Abbey (2007)
Questo è uno dei romanzi di Jane Austen che più ho apprezzato, per l'ironia della narrazione, la semplicità di Catherine contrapposta all'arguzia di Henry Tilney. Per la prima e, forse, unica volta, abbiamo una descrizione fisica tale da creare un'immagine mentale eccellente del protagonista del romanzo, oltre ad un approfondimento del suo carattere e della sua forte personalità.
Di nessun altro eroe dei suoi romanzi sappiamo il colore dei capelli, o degli occhi; ci viene svelata la loro età, se hanno un bell'aspetto, forse la loro altezza, ma per il resto, tutto è affidato interamente all'immaginazione della lettrice.
A questo personaggio ironico, arguto, intelligente, nonchè bello, è stato dedicato un originale sito in inglese: The Cult of DA Man.
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mercoledì, 16 maggio 2007/15:51
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RAGIONE E SENTIMENTO
di Jane Austen
"Ragione e sentimento" pubblicato per la prima volta nel 1811, è imperniato sulle vicende sentimentali di due sorelle profondamente diverse tra loro: Elinor, la maggiore, segue sempre i dettami della ragione; l’altra, Marianne, si abbandona completamente agli impulsi del cuore. Il destino delle due protagoniste si gioca tutto in base alle vicende che preludono a ciò che per la Austen è l’evento principale della vita femminile: il matrimonio. L’atmosfera è quella di una provincia tranquilla, dagli orizzonti circoscritti, colta in un’epoca in cui le regole della vita quotidiana sembrano del tutto al sicuro da qualsiasi minaccia di cambiamento. La capacità di osservazione e l’arguto umorismo della Austen disegnano, con garbo pieno di ironia, un ritratto acuto e penetrante di un mondo convenzionale e pettegolo, attento alle realtà più minute della vita quotidiana. Nonostante l’aperta condanna del romanticismo, ritenuto un eccesso malsano, è proprio grazie al personaggio della romantica e scriteriata Marianne, una delle figure più originali nell’opera della Austen, che Sense and Sensibilità risulta, ancor oggi, un romanzo vivo e ricco di movimento.
La trama in breve
Ai primi anni dell'800, morendo, Henry Dashwood lascia tutti i suoi beni, per legge, al figlio di primo letto, John, facendogli promettere di aver cura della sua seconda moglie e delle sue tre figlie Elinor, Marianne e Margaret. Fanny Ferrars, moglie di John, non gradisce la simpatia che sorge tra il fratello Edward e le tre sorelle Dashwood, e diffida Elinor, che simpatizza particolarmente col giovane, dal nutrire vane speranze. Dopo l'offerta del cugino Sir John Middleton di ospitare le parenti a Burton Cottage nei pressi di Londra, Elinor si occupa della casa e attende invano la promessa visita di Edward; Marianne si avventura in un idillio col brillante vicino John Willoughby frustrando la discreta corte del colonnello Brandon. Ma Willoughby inspiegabilmente parte per Londra, lasciando Marianne desolata. La suocera di Sir Middleton, la pettegola Jennings, porta le tre giovani Dashwood a Londra: ad esse si unisce Lucy Steele, amica della figlia, che confida ad Elinor di essere fidanzata clandestinamente con Edward. A Londra si scopre che Willoughby, diseredato dalla zia per la sua storia con Marianne ha optato per la ricca dote di un'altra donna. Poi Brandon rivela a Elinor che il suo grande amore perduto, Eliza, ha avuto una figlia e costei è stata sedotta e abbandonata da Willoughby. Disperata, Marianne, uscita sotto la pioggia, viene soccorsa da Brandon e si mette a letto con una polmonite cui scampa a stento. Improvvisarnente compare Edward che dichiara il suo amore ad Elinor, mentre Marianne, commossa dalla dedizione e dalla discrezione di Brandon, decide di sposarlo.

Il film "Ragione e sentimento" del 1995, diretto da Ang Lee
Emma Thompson è Elinor e Hugh Grant, Edward.
Incipit
La famiglia Dashwood si era stabilita nel Sussex da molto tempo; le loro proprietà terriere erano vaste, e al centro sorgeva Norland Park, la residenza in cui per molte generazioni avevano vissuto in modo tanto rispettabile da essersi guadagnati la stima di tutti nei dintorni. L'ultimo proprietario era stato un vecchio scapolo, che aveva raggiunto un'età molto avanzata, e che per molti anni aveva avuto come compagna e direttrice della casa la propria sorella. Ma la morte di lei, avvenuta dieci anni prima della sua, aveva prodotto un gran cambiamento nella sua esistenza; perché, per sopperire alla perdita, aveva invitato e accolto in casa la famiglia del nipote, Henry Dashwood, che era l'erede legittimo della proprietà di Norland e la persona a cui lui intendeva lasciarla alla propria morte.
Citazioni
"La signora Jennings era una vedova provvista di una cospicua fortuna. Aveva solo due figlie, le aveva rispettabilmente sposate entrambe, e non le rimaneva altro da fare che unire in matrimonio tutto il resto del mondo. Nel perseguire la sua missione era estremamente zelante".
"Marianne si sarebbe ritenuta davvero imperdonabile se fosse riuscita a dormire, la prima notte dopo la separazione da Willoughby; si sarebbe vergognata, il mattino successivo, di guardare in faccia i suoi familiari, se non si fosse alzata dal letto più bisognosa di riposo di quanto non lo fosse stata quando si era coricata."
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FairyRain
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mercoledì, 25 aprile 2007/23:06
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