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THE MOON
Una viaggiatrice nel tempo e nello spazio... Non esiste un vascello veloce come un libro, per portarci in terre lontane, nè corsieri come una pagina di poesia che si impenna.
Non esiste un vascello veloce come un libro, per portarci in terre lontane, nè corsieri come una pagina di poesia che si impenna.
Emily Dickinson
"Nessun uomo è offeso dall'ammirazione di un altro uomo per la donna che ama; è soltanto la donna che può renderglielo un tormento."
"Conosco con esattezza quello che scriverà [dice il signor Tilney a Catherine riferendosi al suo diario]: "Venerdì andata alle Lower Rooms; indossato il vestito di mussola a fiori con la passamaneria blu e semplici scarpe nere: ero a posto sotto tutti i rispetti ma tormentata in modo curioso da uno strano uomo, mezzo scemo, che mi ha voluto far danzare con lui e mi ha afflitto con le sue battute sciocche".
L'Abbazia di Northanger
Jane Austen
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Dama Galadriel (altro personaggio immaginario dei romanzi fantasy di J.R.R. Tolkien) era una nobile elfa della Terra di Mezzo, che regnò insieme a Sire Celeborn sul reame di Lothlórien.
Spesso viene citata come La Dama di Lórien o La Dama dei Galadhrim. Al di fuori del reame di Lothlórien, tuttavia ci si riferisce semplicemente chiamandola Dama Galadriel o La Dama. Lei e Celeborn divennero noti come Il Signore e la Dama. Galadriel non fu mai regina, sebbene fosse di sangue reale.
Il suo nome paterno era Artanis ("nobile donna") e quello materno Nerwen ("ragazza-uomo"), in riferimento alla sua notevole altezza e alla sua forza sia corporea che interiore. Ma il nome che preferì fra tutti fu quello di Galadriel, versione Sindarin del Telerin Quenya Alatáriel, "essendo il più bello dei suoi nomi, quello che le era stato dato dal suo innamorato, Celeborn dei Teleri, che più tardi sposò nel Beleriand", che significa "maiden crowned with a garland of bright radiance", in riferimento ai suoi capelli. Gli Elfi di Tirion ritenevano che nei capelli di Galadriel fosse rimasta imprigionata la luce dei Due Alberi di Valinor, Laurelin e Telperion. Fu molto ammirata da Fëanor e forse ne fu fonte d'ispirazione per la creazione dei Silmaril.
Il nome Galadhriel ("albero-ghirlanda") veniva usato al di fuori di Lórien dalla gente che non conosceva i giorni antichi e la storia di Galadriel, confondendo la parola elfica galadh ("albero") con il nome dei Galadhrim, la gente di Lórien.
Fu la custode dell'Anello dell'Aria, Nenya, forgiato nell'antichità dal più grande maestro elfico, Celebrimbor. Sua figlia Celebrian sposò Elrond.
Nella Terza Era, Galadriel entra a far parte del Bianco Consiglio, a capo del quale vuole mettere Gandalf, e non Saruman. Durante il viaggio verso sud della Compagnia dell'Anello, Lothlorien è ina tappa del viaggio. Galadriel fa la conoscenza di Frodo che le offre l'Unico Anello, abbagliato dallo splendore della dama elfica. Subito dopo la partenza della Compagnia Galadriel ospita il rinato Gandalf, sopravvissuto alla battaglia contro il Balrog. Durante la Guerra dell'Anello, Lothlorien subisce tre attacchi, tutti respinti, e alla fine di questi Galadriel e Celeborn si inoltrano nel Bosco Atro, dove incontrano Thranduil, re del reame elfico del bosco e dove Galadriel purifica la foresta e la fortezza di Dol Guldur dal ricordo di Sauron. Con la scomparsa dell'Unico Anello la decisione per gli Alti Elfi è chiara; così Galadriel, dopo aver assistito al matrimonio dela nipote Arwen parte dalla Terra di Mezzo insieme ad Elrond, Gandalf, Frodo, Bilbo e a tanti della sua razza, verso le Terre Imperiture.
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FairyRain
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mercoledì, 05 aprile 2006/16:25
Arwen è un personaggio della saga de Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien.
Chiamata anche Undómiel (Stella del vespro) è la figlia di Elrond Mezzelfo e abita a Gran Burrone, dopo aver vissuto per un periodo di tempo a Lorièn dalla stirpe della madre, essendo nipote di Galadriel. Dopo aver incontrato Aragorn a Gran Burrone se ne innamora, decidendo quindi di diventare una mortale per sposarlo alla fine della trilogia del Signore degli Anelli, dopo l'incoronazione di Aragon come re di Gondor.
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FairyRain
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martedì, 28 marzo 2006/23:31
Legolas Greenleaf (Verdefoglia) è uno dei personaggi del più famoso romanzo di J. R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli.
Figlio di Re Thranduil, Signore di Bosco Atro, discendente della linea regale degli Elfi Sindar.
Un tempo Bosco Atro ( zona situata a nord delle Terre Selvagge) era chiamato anche Grande Foresta Verde, ma dopo la venuta di Sauron il male è dilagato ovunque, giungendo sino al regno di Thranduil e trasformandolo in un luogo oscuro e ben diverso dalla meravigliosa foresta di una volta.
Legolas è introdotto nelle vicende de Il Signore degli Anelli durante il Consiglio di Elrond. Il Consiglio deve decidere cosa fare del ritrovato Anello di Sauron e Legolas è inviato a Gran Burrone dal padre per raccontare le vicende che hanno portato alla fuga di Gollum da Bosco Atro, dove quest'ultimo era tenuto in cattività.
Quando il Consiglio di Elrond decide di affidare ad un gruppo di viandanti la missione di distruggere l'Anello di Sauron, Legolas è scelto da Elrond per rappresentare il popolo elfico all'interno della Compagnia dell'Anello. Insieme ai suoi compagni affronta il lungo e pericoloso viaggio verso Mordor.
Si distingue per il suo coraggio e la sua abilità nella battaglia del Fosso di Helm e nella guerra finale contro gli eserciti di Sauron. Nonostante alcune incomprensioni iniziali, diventa grande amico del nano Gimli, evento eccezionale viste le difficili relazioni da sempre intercorse fra Elfi e Nani.
Arciere infallibile, Legolas possiede la grazia e la bellezza di tutti gli Elfi, nonché alcune sorprendenti facoltà, come camminare lievemente senza lasciare impronte, leggere nella mente e parlare con gli animali. I suoi 3000 anni d'età testimoniano il dono dell'immortalità e dell'eterna giovinezza di cui, in quanto elfo, è dotato.
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FairyRain
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mercoledì, 22 marzo 2006/14:08
Iluvatar li fece nascere sotto le Stelle, e tra tutte le cose, è proprio la luce delle Stelle quella che essi amano di più. Gli Elfi erano immortali e vivevano a lungo quanto la Terra, senza conoscere malattia e pestilenze, ma i loro corpi avevano la stessa sostanza della Terra, e come essa erano passibili di distruzione. Alti quanto gli Uomini, gli Elfi ne erano però più forti di cuore e di membra, e il volgere degli anni e delle Ere portava loro non già vecchiaia, ma altra bellezza e saggezza. Potevano essere uccisi dalle armi o dal dolore, ma la loro non era che una morte apparente, perche la loro vita continuava nelle Aule di Mandos, in Valinor, da dove col tempo possono tornare. Gli Elfi avevano occhi risplendenti della luce delle Stelle che videro alla nascita, capelli d'oro, d'argento o neri quanto l'ambra nera; emanavano luce, e il suono delle loro voci era puro, dolce e vario come l'acqua di fonte. La storia di questo popolo, benedetto da Iluvatar ma, perche immortale, destinato alla malinconia e alla tristezza, è narrata con particolare affetto da Tolkien nei suoi libri. La fine della Terza Era del mondo segnò la fine della permanenza degli Elfi nella Terra di Mezzo, e nella Quarta Era, quella del Dominio degli Uomini, l'ultimo Elfo salpò con l'ultima nave per le Aule di Mandos.
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FairyRain
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sabato, 11 marzo 2006/10:09