Piccolo commento sul libro
TI VIVRO' ACCANTO
La favola infinita di Renato Zero
di Massimo Del Papa
(Ed. Meridiano Zero)
Il libro è un lavoro accurato, approfondito, serio. Scritto in maniera coinvolgente e con uno stile particolare, non contiene gossip ma la storia di un artista analizzato attravero la sua arte, brano dopo brano, dai primissimi inizi all'ultimo lavoro "Presente". La musica e la storia di Renato Zero seguono un percorso storico che viene intessuto ed emerge nella narrazione senza mai appesantirla, anzi donandole ancora maggiore interesse! Lo consiglio davvero!
Descrizione: Da autentico corsaro della critica musicale Massimo Del Papa compone, con "Ti vivrò accanto", un patchwork ribollente e abrasivo in grado di staccare dallo stampo delle parole i contorni e i colori di un artista, unico, difficilmente definibile, per quella sua capacità camaleontica di cambiare pelle e anima. Si arriva così alla fine di un viaggio pieno di avventure e canzoni indimenticabili per trovare Renato Zero, tratteggiato qui in tutta la sua ribellione, fra abissi e cime, stelle e inferni personali che rappresentano la cifra più vera per mantenere intatto il proprio credo d'artista: non tradire se stesso. Il libro offre un panorama completo sull'opera di Renato Zero: la ricostruzione degli esordi sulle assi del palcoscenico del Piper romano, il primo successo con dischi come Zerofobia, Zerolandia, EroZero, per fotografarlo, scarico e svuotato, agli inizi degli anni Ottanta dopo gli ultimi fuochi di Artide e Antartide e vederlo finire dritto nel baratro dell'indifferenza, tradito da un pubblico che aveva condiviso il sabba a base di lustrini, tutine attillate e canzoni manifesto. E poi, dopo il deserto, la rinascita, sdoganata attraverso la ricreazione di un personaggio che sposa l'opposto del 'gemello malvagio' del debutto, ora invece tutto introspezione, sermoni e crisi mistiche.
QUI per altre notizie sul libro e per leggere alcune recensioni.
Il Libro è introdotto da una bellissima prefazione di Marinella Venegoni, critico musicale de "La Stampa". Potete leggerla anche nella sua rubrica.
La prefazione di Marinella Venegoni
Chi è, davvero, Renato Zero? Neanche i sorcini – che pure sono un autentico popolo, devoto e fedele – riuscirebbero a dare una risposta univoca al di là dell’amore senza misura che gli dedicano. Ma il mistero che regna comunque intorno alla sua figura, l’ambiguità di cui egli stesso è stato il primo, e rutilante manifesto in un’Italia ancora chiusa nei propri schemi sociali, e ancora provinciale nelle forme del consumo culturale, ne hanno fatto il personaggio più intrigante della musica popolare italiana.
Eterno oggetto di discussioni, simbolo da difendere con fanatica intransigenza o da colpire con impietosa delegittimazione, certo inconsapevolmente Zero ha costruito la propria carriera intorno a una sorta di inafferrabilità esistenziale, che ha infiammato le fantasie di un Paese dove le canzoni (anche al di là della musica) hanno fatto storia e costume: a tale inafferrabilità, Renato ha finito per dare voce anche artisticamente, spostando nel tempo il baricentro della propria ispirazione, mutandone gli addendi senza preavviso, suscitando sorprese talvolta non gradite, sia musicali e che visive, fino a catturare sempre più seguaci dentro una rete di stimoli eccentrici e – perché no – contrapposti. I suoi fan risultano dunque una casta trasversale per età, sesso, composizione sociale: ma pur sempre una casta, addetta a un culto che non ha mai ammesso dubbi o incertezze.
A questo soggetto, tutto sommato ancora misterioso, Massimo Del Papa dedica il libro che state per leggere. Un libro davvero sorprendente nelle pagine che a mano a mano dilatano la dimensione del racconto, disegnando un orizzonte di riferimento dove cronaca e storia, vita ed emozioni, desideri, progetti, ambizioni, perfino segreti risvolti psicologici, finiscono per tracciare un profilo che segna pezzi essenziali della storia di un tempo, tanto autentica è la passione per questo personaggio e per la musica che ha creato e attraversato nella sua più che trentennale carriera artistica; e tanto certosina è la cura della ricerca e dell’analisi espressiva, che procede attraverso una meticolosa elencazione degli album e delle loro canzoni, esplorandone l’essenza complessiva, il contenuto stilistico e musicale, ma pure il contesto esistenziale e sociale, e gli affetti, dentro i quali la ’zerofollia’ andava edificando una propria poetica. Massimo Del Papa, che coltiva con animo generoso la libertà di scrittura e di espressione, fotografa qui con complice sincerità un percorso di vita dove le proprie private passioni finiscono per integrarsi con la storia – umana e artistica – di quello che in anni verdi dev’esser stato un oggetto di culto, ma che poi, con la maturità e l’accumulo doveroso della razionalità, è diventato un serio oggetto di osservazione e di studio. Attento, paziente. Implacabile.
Nel suo racconto stringente, prima il ragazzo, poi l’uomo Zero tracimano dai solchi degli album, le canzoni si fanno misura della progressiva costruzione di un universo espressivo dove diventa sempre più difficile districare la partitura dal vissuto quotidiano, e la vita e il lavoro si fanno una cosa sola. Alla fine, letta l’ultima riga, chiuso il libro, Ti vivrò accanto è il fascinoso racconto della lunga – anche dolorosa – resa dei conti di Renato con se stesso. Dalla quale uscirà certamente più maturo, ma non cambiato del tutto, in salda compagnia di controsensi e certezze che si evolvono verso la grande stagione della maturità.
Del resto, di Renato Zero tanta storia deve ancora essere vissuta, e raccontata. Ma il ritratto che salta via, intrigante, vivido, appassionato, dalle pagine di Ti vivrò accanto è a figura intera: è quello di un artista che ha cominciato a sfidare le convenzioni già quand’era soltanto adolescente, quasi senza nemmeno saperlo, e poi ha continuato per una vocazione che s’andava a mano a mano consolidando e radicando, prendendosi il piacere irrinunciabile di una libertà a tutto campo. Un ribelle di periferia che è diventato divo continuando a ignorare ogni pressione, e ogni convenzione, e badando a dar retta soltanto a se stesso. A qualunque costo. Un uomo vero, che merita conoscere.

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