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Molestie telefoniche e tramite SMS, atti persecutori ... configurano reati previsti e puniti dal Codice Penale.
Legislazione, giurisprudenza, casi e modalità di tutela su
"APPUNTI LEGALI"

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La tutela dell'immagine, come difenderla nell'era di internet e dei videofonini. Diritti, strumenti legislativi e pratici, li trovate su:
Appunti legali
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mercoledì, 01 ottobre 2008/17:06
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Viaggiamo nel tempo...
Il concetto di viaggio nel tempo è un'idea che affascina da tempi immemorabili l'umanità ed io sono tra quanti hanno sempre sognato una tale possibilità. Cosa accadrebbe se ci si potesse spostare tra diverse epoche temporali, verso il passato o il futuro? Chi potremmo incontrare, quali avventure potremmo vivere?
Il viaggio nel tempo è il tema centrale di due romance molto belli, di cui vi voglio parlare: “L'uomo dei miei sogni” di Jude Deveraux e “Amore senza tempo” di Jasmine Cresswell.
Se il tema vi interessa e volete saperne di più, fate una visita nel bellissimo blog di Juneross Immergiti in un mondo rosa!, dove troverete due miei piccoli commenti su questi romanzi time-travel oltre a tantissime notizie, recensioni, interviste e consigli sul mondo dei romance.
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FairyRain
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giovedì, 24 aprile 2008/15:25
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L’abito maschile durante la Reggenza ... ovvero del perchè amiamo gli eroi dei romanzi regency
Siamo franchi, una GRANDE parte del motivo per cui gli eroi ed i furfanti di Jane Austen sono particolarmente sexy è dovuta ai vestiti che indossano. Gli stivali alti al ginocchio, i grandi cappotti lunghi, le cravatte alte, le camice morbide e le braghe strette, tutto ci fa fremere.
Il modo di vestire maschile è cambiato radicalmente negli anni dal 1780 al 1800, diventando più austero e meno colorato.
Per chi fosse interessato, ecco una breve storia dell'abito maschile tra la fine del 1700 e il 1820.
Il periodo della reggenza ha veduto l'abbandono definitivo di pizzi, ricami, e di altri pesanti decorazioni in favore d’un abbigliamento maschile più serio – eccetto che per una ricomparsa, come affettazione dell’abito Estetico del 1880 e nel suo successore, lo stile alla Giovane Edwardo del 1960. Al contrario, il taglio sartoriale è diventato molto più importante come indicatore di qualità.
I pantaloni al ginocchio si sono allungati, divenendo aderenti in pelle e arrivando a raggiungere il bordo degli stivali per andare a cavallo, mentre sono stati sostituiti dai pantaloni lunghi per un abito da passeggio alla moda.
Le giacche erano tagliate nella parte anteriore con i pannelli esterni o le code lunghe dietro, avevano colletti alti e diritti.
Le camicie erano fatte di lino, avevano i colletti attaccati, e venivano portate con cravatte o avvolte con un foulard legato in varie fogge. Gli arricciamenti pieghettati ai polsini e l'apertura anteriore sono usciti di moda per la fine del periodo regency.
I gilet (panciotti) erano relativamente alti in vita, e squadrati nella parte inferiore, ma sono stati creati in una grande varietà di stili. Erano spesso a doppio-petto, con ampi risvolti e colletti alla base.
I soprabiti o cappotti erano di moda, spesso con contrastanti colletti in pelliccia o velluto. Il garrick, talvolta chiamato cappotto del cocchiere, era uno stile di soprabito particolarmente popolare ed aveva da una a tre brevi mantelline attaccate al colletto.
Gli stivali, tipicamente stivali Hessian, già un pilastro nelle calzature degli uomini, divennero la moda dopo che il Duca di Wellington sconfisse Napoleone a Waterloo nel 1815.
Acconciature e copricapo
Gli uomini più anziani, gli ufficiali militari e coloro che erano nelle professioni conservatrici quali gli avvocati ed i medici hanno mantenuto le loro parrucche e la cipria anche in questo periodo, ma i giovani uomini alla moda portavano i loro capelli tagliati in brevi arricciature, spesso con lunghe basette.
I cappelli tricorno e bicorno erano ancora indossati, ma il cappello più alla moda era alto e leggermente conico - questo diventerà il cappello per eccellenza e s’imporrà come l'unico da adottare per le occasioni formali per il secolo venturo.
Fonti: boots and bonnets e jane austen centre
Adoro il lungo soprabito di Darcy nella serie della BBC ed i pantaloni portati con gli stivali hessian non potrebbero essere più sexy, benchè avessero bisogno di buone gambe e di cosce solide per essere portati fuori!
Date un'occhiata alla slideshow qui sotto
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FairyRain
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mercoledì, 26 marzo 2008/21:09
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Il romanzo gotico
Genere letterario in cui prevalgono il mistero e il terrore, molto diffuso in Gran Bretagna fra la seconda metà del Settecento e i primi dell’Ottocento. Sviluppatosi nell’ambito del romanticismo inglese, il romanzo gotico o “romanzo nero” dominò la scena della letteratura popolare britannica anche grazie all’enorme successo che riscontrò presso il pubblico femminile.
Il genere è costituito da romanzi e racconti prevalentemente ambientati in lugubri abbazie e castelli medievali diroccati, popolati di fantasmi e dotati di passaggi segreti. Concepito, soprattutto in origine, per suscitare spavento nel lettore, il genere è strutturato secondo schemi narrativi fissi in cui si muovono tenebrosi o demoniaci personaggi maschili che attentano al pudore di inermi ragazze virtuose. L’intrigo, infarcito di elementi legati al misterioso e al sovrannaturale, assicura invariabilmente una punizione finale dei cattivi e il trionfo della morale imperante.
Fra i suoi esponenti più noti figurano Horace Walpole, considerato il padre del romanzo gotico e dei suoi canoni fondanti (Il castello di Otranto, 1764), William Beckford (Vathek, 1782), Ann Radcliffe (I misteri di Udolpho, 1794), Matthew Gregory Lewis (Il monaco, 1796) e Charles Robert Maturin (Melmoth l’errante, 1820). Un posto a parte spetta a Mary Wollstonecraft Shelley, il cui Frankenstein ovvero il Prometeo moderno (1818) si colloca al crocevia tra gotico e fantascienza. Echi gotici si trovano nella narrativa di Walter Scott e in Charles Dickens, e alcuni critici ne individuano tracce anche nella vicenda di Lucia e dell’Innominato nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.
Il genere, che condivide diversi elementi tematici con la ghost story, ha conosciuto nel corso del XIX secolo numerosi intrecci con altri generi letterari, dal fantastico al romanzo d’appendice. Per i suoi aspetti misteriosi e la presenza di personaggi fatali, il romanzo gotico è considerato il precursore del moderno romanzo a enigma. Nell’uso più estensivo, il termine “gotico” definisce un’opera letteraria i cui ingredienti principali siano l’orrore e il sovrannaturale.
Ann Radcliffe
I sui primo romanzi, Castelli di Athlin e Dunbayne (1789) e Romanzo siciliano (1790) sono stati pubblicati anonimamente. Ha raggiunto la fama con il suo terzo romanzo, Il Romanzo della Foresta (1791), un racconto ambientato nella Francia del XVII° secolo. La sua opera successiva è I misteri di Udolpho (1794), classico esempio di romanzo gotico, grazie al quale divenne la più popolare romanziera d'Inghilterra, in cui l'eroina, Emily St Aubert, è imprigionata in una fortezza sugli Appennini da un sadico malvagio, Conte Montoni, ed è alla mercé della sua immaginazione.
Con L'italiano (o Il Confessionale dei Penitenti Neri) (1797), Ann Radcliffe realizza la sua piena statura di scrittrice. Lo dimostra non solo il migliorato dialogo e la costruzione della trama , ma il suo cattivo, Schedoni, è trattato con una insolita introspezione psicologica. L'Italiano, romanzo celebre e citatissimo (per esempio da Jane Austen) come esempio di letteratura sentimental-orrorifica, ha al centro della trama le sinistre malefatte del monaco Schedoni. Di origine misteriosa, ma che si suppone altolocata, perfido ma non esente da una romantica malinconia, che si presume dovuta al ricordo di colpe innominabili e di passioni ormai spente, Schedoni è un demonio romanticissimo. Ed è quindi il capostipite della tradizione, tipica del romanzo anglosassone, di attribuire ogni delitto, ogni orrore e ogni mistero a un italiano.
Negli ultimi 20 anni della sua vita scrisse per la maggior parte poesia. La sua poesie (1816) e il suo romanzo postumo Gaston de Blondeville (1826), che include un buon numero di versi, sono stati pubblicati postumi.
Sir Walter Scott, l'ha definita "la prima poetessa di fiction romantica", e tra i molti suoi ammiratori sono inclusi Lord Byron, Samuel Taylor Coleridge, e Christina Rossetti. Scrivendo nella tradizione del romanzo di sensibilità, ella ha coraggiosamente focalizzato i temi del nascente Romanticismo nelle sue storie e ha preparato la strada per il maggior talento di Scott e dei poeti romantici.
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FairyRain
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martedì, 11 marzo 2008/15:20
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Becoming Jane in DVD... finalmente! Non so se è capitato solo a me, ma praticamente dalle mie parti non è passato per niente nelle sale cinematografiche. Forse troppo impegnati a proiettare culturalissimi film pseudo-giovanilistici o le ennesime vacanze boccaccesche, fatto sta che di questo film, nei cinema della mia regione, nemmeno l'ombra! A dire il vero, il DVD l'avrei comprato in ogni caso, tanto per godermi al meglio la trama e le atmosfere ottocentesche della storia. Ormai, al cinema è tanto se si riesce a cogliere una battuta ogni tanto, tra una telefonata e l'altra, o tra un commento-bue e una sgranocchiata.
Negli ultimi anni, l'unico film che sono riuscita a seguire è stato 300, forse perchè di parole ce n'erano poche?! Persino durante "Il Signore degli anelli" 3° episodio, nel momento clou della monumentale battaglia, una famigliola italica non ha fatto altro che passarsi avanti e indietro un pacco famiglia di patatine portate da casa, con tanto di sacchetto rumorosamente di nylon annesso! Vogliamo parlare di "Orgoglio e pregiudizio", quando al momento della romantica dichiarazione di Mr Bingley, la truccatissima ragazza vestita da velina seduta dietro, si è divertita a schiacciare un bicchiere di plastica di continuo? Dopo aver chiesto silenzio diverse volte, la stavo per abbattere a scarpate, ma visto che dico sempre alla mià metà (per gli stessi motivi) di non litigare, non ho potuto! Già ghignava soddisfatto, come a dire..."hai visto che al cinema non si può più andare?".
Chiudo lo sfogo, ma oggi stesso mi fionderò ad acquistare questo DVD, dalle atmosfere eleganti e raffinatamente british. In fondo, il mio salotto non è la migliore sala cinematografica che c'è?!
Becoming Jane. Il ritratto di una donna contro
Gran Bretagna, 2007
Regia Julian Jarrold
Principali interpreti Anne Hathaway; James McAvoy

Jane Austen è una ventenne romantica e indipendente nell'Inghilterra del 1795. Educata dal padre alla letteratura e alla musica sogna un matrimonio con sentimento. Di tutt'altro parere sembra essere sua madre, ansiosa di accasarla con l'aristocratico e impacciato Sir Wisley, erede della facoltosa Lady Gresham. L'arrivo in campagna dell'irriverente Tom Lefroy, irlandese avviato alla carriera giuridica, tanto affascinante quanto privo di mezzi, sconvolgerà gli equilibri della piccola comunità rurale. Invaghitosi, ricambiato, dell'orgogliosa Jane, Tom ispirerà il cuore e le pagine della Austen, ma quell'amore appassionato e impossibile dovrà scontrarsi con le dure convenzioni dell'epoca.
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FairyRain
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mercoledì, 05 marzo 2008/15:39
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P.S. I Love You
Holly Kennedy (Hillary Swank) è una donna bella e intelligente, sposata con Gerry (Gerard Butler), l'amore della sua vita, un irlandese appassionato e divertente. La loro felicità viene bruscamente interrotta, quando una grave malattia colpisce Gerry, portandolo via ad Holly. Alla donna, ormai, la sua intera esistenza sembra vuota e senza senso.
L'unica persona che potrebbe aiutarla non è più con lei, perché nessuno conosce Holly più profondamente di Gerry. Ma il marito, prima di andarsene, ha pianificato tutto in anticipo: prima di morire le ha scritto una serie di lettere con lo scopo di guidarla ed aiutarla a superare il dolore e, soprattutto, a riscoprire se stessa. Il primo messaggio arriva a Holly il giorno del suo trentesimo compleanno, accompagnato da una torta e, con suo grande stupore, da una cassetta registrata da Gerry, che le ordina di uscire e di 'festeggiare se stessa'. Nelle settimane e nei mesi successivi, altre lettere di Gerry continueranno ad arrivarle nei modi più sorprendenti; ognuna di esse la coinvolgerà in una nuova avventura, ma tutte saranno firmate allo stesso modo: P.S. I Love You.
Lentamente, Holly imparerà che deve continuare a vivere anche senza il suo Gerry, che rimarrà comunque e per sempre nel suo cuore.

Questo film è tratto dal romanzo omonimo di Cecilia Ahern. Il tema è, indubbiamente drammatico e le tinte malinconiche, ma non è privo di risvolti ottimistici e di slanci vitali, il tutto condito da un forte romanticismo: da noi sarà nelle sale a inizio febbraio, strizzando l'occhio a San Valentino, non a caso...
Certo, l'idea di vedere un film che mi faccia piangere, in questo periodo non mi entusiasma, ma se penso che ritroverò sullo schermo l'affascinante Gerard Butler (interprete di Erik nel "Il fantasma dell'Opera" e di Leonida in "300"), direi che ne vale la pena! Trovo Gerard un bravissimo attore, in grado di passare dalla commedia ricca di humor all'interpretazione più drammatica, dal personaggio avventuroso a quello sentimentale, dall’azione pura al dramma interiore .
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FairyRain
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martedì, 22 gennaio 2008/19:47
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FELICE HALLOWEEN

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FairyRain
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mercoledì, 31 ottobre 2007/20:08
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Ancora una volta è il 17 Ottobre ....
... il mio compleanno....
...TANTI AUGURI A ME!!!

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FairyRain
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mercoledì, 17 ottobre 2007/10:23
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Tempo e voglia di cambiamenti: oggi ho messo da parte il mio fidato template personalizzabile ed ho rinnovato completamente la grafica del mio blog. Sarà un altro compleanno che si avvicina, un altro autunno che si prepara ... ma non ne potevo più del vecchio template!
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FairyRain
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venerdì, 05 ottobre 2007/19:19
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Rolling Stones - Olimpico, Roma 6 luglio 2007

Io c'ero!
Sono andata per accompagnare la mia metà, fan sfegatato da tempo immemore, e me ne sono tornata via con una maglietta degli Stones e una serata memorabile da serbare tra i ricordi.
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sabato, 07 luglio 2007/17:13
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Il Bacio d'argento
di Annette Curtis Klause
La tristezza di Zoe non è il solito mal di vivere dell’adolescenza: da quando sua madre si è ammalata e suo padre si è dedicato esclusivamente ad assisterla, la vita sembra improvvisamente averle tolto tutto quello che serve a essere felici. In più Lorraine, la sua migliore amica, sta per trasferirsi lontano. La solitudine, l’incomprensione e il dolore avvolgono Zoe come una nebbia, da cui lei teme di non poter più uscire; finché un incontro casuale con un giovane strano e conturbante non le instilla un’inquietudine vaga, uno struggimento insolito, come una promessa di piacere.
E così Zoe prova il turbamento del primo amore, un amore che Simon, il misterioso ragazzo, sembra condividere ma anche temere. Perché Simon porta con sé la maledizione di coloro che si nutrono del sangue dei vivi: sono vampiri, vivono per la caccia, e il loro desiderio è legato alla morte della loro preda. Ma Simon vuole davvero solo il sangue di Zoe? E lei potrà mai accettare di amare qualcuno che incarna quello che lei teme di più – una vita come una malattia, una notte senza fine, e senza mai la speranza di un riposo?
Poetico e inquietante, struggente e crudele, Il bacio d'argento è la fiabesca metafora dell'adolescenza; solare e cupa, divisa tra la voglia d'amore e la paura dell'altro, la malinconia e la confusione, l'incapacità di esprimersi e la comprensione. Un romanzo tenero e intenso, dalle atmosfere gotiche e moderne a un tempo, ricco di personaggi indimenticabili.
Hanno scritto:
"Un romanzo gotico e insieme contemporaneo che ci conduce per i sentieri dell'orrore, della morte e della generosa tenerezza." (Bianca Pitzorno)
"Sensuale e pieno di suspense." (Booklist)
"Un romanzo ipnotico, lirico, di grande sensibilità... una storia affascinante." (Kirkus Reviews)
"Annette Curtis Klause è la degna erede di Anne Rice." (Publishers Weekly)
Un brano:
"La gola di lei pulsava accanto alla sua bocca e il suo tenero, caldo profumo gli diede una leggera vertigine. Una momentanea resistenza, ma fu inutile: era troppo vicina, troppo invitante. I canini spuntarono dalle loro guaine.
«Puoi credere a questo» le sussurrò, e la baciò dolcemente sul collo. «E a questo e a questo». Poi il bacio pungente, lucente, il bacio d’argento, rapido e netto, affilato come una lama."

Lo consiglio alle amanti delle storie cupe, gotiche e romantiche. Non vi aspettate una sorta di Twilight, perchè questa storia è permeata di dolore e solitudine. Non lo ritengo un libro da ragazzi perchè le tematiche sono universali e il tono realistico di diverse immagini lo rendono un libro per tutte le età.
La figura di Simon, il vampiro tanto bello quanto solo e tormentato, ricorda solo per rimandi l'Edward Cullen che amiamo, perchè la sua è una figura più tragica, più sofferta. Il finale, forse ve lo aspettereste diverso, ma in fondo è coerente con la narrazione ... se volete conoscerlo, non vi resta che leggerlo!
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FairyRain
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martedì, 17 aprile 2007/15:40
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300
This is Sparta
Nel 480 a.C. il re persiano Serse decide di invadere la Grecia riprendendo la guerra iniziata da suo padre Dario I. Per bloccare l'avanzata dell'esercito di Serse, le città greche formano un'alleanza guidata dal re spartano Leonida. L'intera guardia del corpo del re, composta da 300 opliti, viene inviata a difendere il passo montuoso delle Termopili per permettere al resto dell'esercito greco di organizzarsi per il confronto con il nemico. La loro resistenza fu strenua ed eroica fino al totale sacrificio.

Basato sulla "graphic novel" del 1998 di Frank Miller (stesso autore di "Sin City"), narra di Re Leonida e dei suoi 300 Spartani che tentarono di fermare, al passo delle Termopili, l'esercito del Re Persiano Serse.
Il fumetto dal tratto forte e incisivo è caratterizzato da immagini crude e violente, narrato dal punto di vista spartano e da uno Spartano: da qui l'enfasi data all'impresa dei trecento valorosi guerrieri e la visione distorta e caricaturale dell'avversario.
Il regista Zack Snyder riproduce fedelmente le tavole di Miller, unendo alle sanguinose scene di battaglia il fantasy e l’horror, tanto da ricordare in diverse sequenze gli epici scontri de "Il Signore degli anelli".
Non la coerenza storica deve apprezzare lo spettatore, ma la fantasia: 300 è un'opera per immagini e di immagine. Splendida la fotografia che unita agli effetti speciali ed alle movenze coreografiche degli spartani, animano questo spettacolare fumetto, rendendone partecipe lo spettatore.
I combattimenti sono stati coreografati seguendo la graphic novel, spesso presentati usando lo slow motion, ed anche i personaggi rispecchiano il disegno di Miller. Come si diceva, tutto è distorto attraverso l'occhio della fantasia e il lupo, affrontato dal giovane Leonida, non è rappresentato come un vero animale, ma un essere mostruoso e mitologico.
Il film non cerca il realismo di un documentario storico, ma riesce benissimo ad evocare il "respiro" del comic.
Non mi addentro nelle polemiche sorte su questo film, la mia chiave di lettura è stata diversa: questa narrazione non è la rappresentazione reale e ineccepibile di un fatto storico, ma una sua fantasiosa rappresentazione, estetica, semplicistica e fumettistica, dove non esiste spazio per l'approfondimento psicologico e le distinzioni morali, ma tutto è bianco o nero per ottenere l'effetto di colpire e intrattenere lo spettatore, rendendolo uno dei 300.
Fra gli interpreti, una particolare menzione spetta a Re Leonida alias Gerard Butler (già bravissimo protagonista de "Il Fantasma dell'Opera" e "Dear Frankie" ) che, oltre ad una notevole fisicità ha saputo parlare con lo sguardo sotto il pesante elmo da re spartano.
Da vedere tenendo presente che non è un film convenzionale, bensì una narrazione epica di notevole impatto visivo.
Coinvolgente ed emozionante.
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FairyRain
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venerdì, 13 aprile 2007/16:13
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Primavera
Sarà un volto chiaro.
S'apriranno le strade
sui colli di pini
e di pietra....
I fiori spruzzati
di colore alle fontane
occhieggeranno come
donne divertite: le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
Cesare Pavese

Con i miei auguri!
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FairyRain
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venerdì, 06 aprile 2007/15:42
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A volte si cerca un film e non lo si trova da nessuna parte, altre ti cade in mano da uno scaffale, pezzo unico e stranamente iper-scontato: è quello che mi è successo con questo film, Elizabethtown.
Ammetto che da principio ad interessarmi è stata la presenza, come attore principale, di Orlando Bloom. Non sono così giovane da essere una scatenata fan, ma mi aveva colpito come Legolas, prima, e come Will Turner, successivamente.
Certo, le critiche lette in rete non mi hanno aiutato a farmi un'idea precisa della qualità della trama: troppo divergenti fra loro e troppo personali. Alla fine ho deciso d'istinto: me lo sono trovato davanti in un centro commerciale, l'ho rimirato ed acquistato. Ha dovuto attendere qualche settimana, prima che trovassi una serata in cui non ci fosse Lost, E.R., Medium, Dr. House....e, finalmente, in una serata buia e tempestosa (causa incavolatura cosmica) è arrivato il suo turno.
Elizabethtown
Il giorno peggiore per Drew Baylor, designer di scarpe, non è ancora finito: è appena stato licenziato dall’azienda per cui lavorava, la sua ragazza ha deciso di lasciarlo e, per rattristarlo ancor di più, gli giunge anche la telefonata che annuncia la prematura scomparsa del padre. Drew, sull’orlo della depressione, sta già pensando a come farla finita. Ma nel volo che lo porta a Elizabethtown, Kentucky, città natale del padre, dove si reca per organizzare il funerale, Drew conosce Claire, hostess assolutamente positiva ed entusiasta, che lo aiuterà a rimettere ordine nella sua vita, a capire come era veramente suo padre e a scoprire le proprie radici.

Leggendo la trama si potrebbe pensare ad un film triste o, comunque, malinconico, invece è un inno alla vita e alla gioia di vivere. Mi ha fatto sorridere e rasserenare.
Non sarà un capolavoro del cinema, ma è solare, divertente, ironico, capace di donare allo spettatore il sorriso, l'allegria, la commozione...
Drew (Orlando Bloom) ha visto il mondo collassargli addosso: il suo ultimo progetto è stato un fiasco clamoroso, viene licenziato, mollato dalla ragazza e, mentre tenta di suicidarsi in una scena tragicomica, riceve dalla sorella la notizia della morte del padre. Drew deve, quindi, recarsi a Elizabethtown, Kentucky, paese natale del padre, dove avrà luogo il funerale. In questa cittadina troverà, i parenti, gli amici del padre e farà degli incontri fortuiti, come la coppia di sposi nel suo stesso albergo: personaggi a volte macchiettistici, ma che si riveleranno sempre ricchi di umanità.
Ma l'incontro più importante lo farà lungo la strada. Sull'aereo Drew incontra Claire (Kirsten Dunst), una ragazza solare e gioiosa che riuscirà a farlo uscire dal suo torpore, guidandolo in un viaggio interiore, per ritrovare sè stesso, e in viaggio reale, attraverso l'America del sud, ricco di musica e colore.
Eccezionale la colonna sonora (oltre alle musiche originali di Ryan Adams e Nancy Wilson vi sono canzoni di Elton John, Simon & Garfunkel, Creedence...) così fondamentale che nel finale diventa coprotagonista insieme a Drew, accompagnandolo nel suo viaggio alla vita.
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FairyRain
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venerdì, 23 marzo 2007/12:58
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Foto © Kim Anderson
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giovedì, 08 marzo 2007/10:32
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La Mimosa
In Inghilterra, nel secolo scorso, le ragazze meno carine erano solite infilare un fiore d'acacia nell'occhiello della giacca, della camicetta oppure fra i capelli per esibire la loro ideologia.
Diverso significato veniva attribuito alla mimosa dagli indiani d'America; in base ad una vecchia usanza un ramoscello d'acacia era donato da ogni giovane alla ragazza che gli aveva infuocato il cuore.
Il loro aspetto delicato nasconde forza e vitalità; per questo è simbolo di forza e femminilità .

Fonte fralenuvol
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FairyRain
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domenica, 04 marzo 2007/14:34
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Masquerade

Masquerade!
Paper faces on parade!
Masquerade!
Hide your face, so the world will never find you!
Masquerade!
Every face a different shade!
Masquerade!
Look around -
There's another mask behind you!
Masquerade!
Burning glances, turning heads . . .
Masquerade!
Stop and stare at the sea of smiles around you!
Masquerade!
Grinning yellows, spinning reds . . .
Masquerade!
Take your fill - let the spectacle astound you
Phantom Of The Opera
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FairyRain
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mercoledì, 21 febbraio 2007/16:55
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