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THE MOON
Una viaggiatrice nel tempo e nello spazio... Non esiste un vascello veloce come un libro, per portarci in terre lontane, nè corsieri come una pagina di poesia che si impenna.
Non esiste un vascello veloce come un libro, per portarci in terre lontane, nè corsieri come una pagina di poesia che si impenna.
Emily Dickinson
"Nessun uomo è offeso dall'ammirazione di un altro uomo per la donna che ama; è soltanto la donna che può renderglielo un tormento."
"Conosco con esattezza quello che scriverà [dice il signor Tilney a Catherine riferendosi al suo diario]: "Venerdì andata alle Lower Rooms; indossato il vestito di mussola a fiori con la passamaneria blu e semplici scarpe nere: ero a posto sotto tutti i rispetti ma tormentata in modo curioso da uno strano uomo, mezzo scemo, che mi ha voluto far danzare con lui e mi ha afflitto con le sue battute sciocche".
L'Abbazia di Northanger
Jane Austen
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Così piove dentro noi il silenzio, dove le cose nuove non cerchi e non trovi, e cerchi di delusione scavi: muoverai aloni di rimozioni fragili, e tutto pare vano di parole, di pose che a vederle fanno orrore, come le rose quando esangui posano il capo di petali spettinati. E pallidi. E di rituali inutili si muore, dentro, mentre piove e allaga di dolore i giorni scuri, che non sai capire e non sai dire. Ci vorrebbe chi insegna a volare. Chi di parole accende l'indicibile. Ma dove siete, poeti, lucidi e stonati? In via d'estinzione, confinati; rinchiusi, non è tempo per voi, non è il vostro pianeta se di atomi dispersi fate sogni, ragnatele impossibili che l'infinito legano. Sibili gli sguardi dei poeti che arrivano dove nessuno vede. Soli generosi, immobili motori che bruciano pensieri, in compagnia di una stregoneria, maledizione incastonata là, inestirpabile ma illuminerà quello che è ignoto per l'eternità.
Il suo ultimo libro è questo... poesie in prosa e racconti in versi, uno stile unico e particolare che colora, sfumandole in mille tonalità, storie vibranti della medesima sensibilità.
PRESTO O TARDI
Per ulteriori informazioni andate al suo interessantissimo blog babysnakes
sussurrato da:
FairyRain
sotto la Luna di:
martedì, 05 febbraio 2008/19:45
Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo.
... questo Amore. Questo immenso Amore. Sorvolando un prato con lo sguardo. Lasciando come morto ogni rimpianto. Disciolto l'ultimo risentimento, uccidersi di sola tenerezza, pensando che di niente più t'importa, niente davvero, tranne una carezza. Trovare il buono dove non resiste. Inventarlo. Crearlo, finchè esiste. Sentirsi crescere invece d'invecchiare. Con mille volti ancora da scaldare. Questo Amore. Questo assurdo Amore. Per ciò che eri, ciò che non sei più. Per il bambino ucciso chissà dove. Per quello che non riesci più a capire. Per quello che non hai capito mai. Per le impari battaglie combattute, da solo, senza ombra di riuscita. Perchè era giusto uscire dalla stanza, vincere la dignità di una sconfitta: su certe croci, non si può non salire. Questo Amore. Questo immenso Amore. Per lo sforzo votato al fallimento. Per il sorriso che maschera il pianto. Per l'estate appassita, ed era tua. Per il sole che inonda tutto il mare dopo un inverno eterno, senza Amore. Questo Amore. Disperato, patetico Amore. Per quello che t'è riuscito. Che hai perduto. Per tutte quelle porte aperte mai. Per la notte che accende i sogni tuoi. Per l'incompresa tua fragilità. Perfino per la morte, che verrà. Per quando sei stato Grande, almeno un giorno. Per la luce che spande tutto intorno e illumina la strada del ritorno. Il mio ritorno, reduce dal male, incerto sul filo delle parole. Vagare il mare, naufrago sereno, re del candore d'esperienza pieno. Vagare senza senso e senza meta, animato da speranza infinita, sospinto dal vento dell'Amore. Questo Amore. Questo immenso Amore...
Ci stiamo avvicinando sempre più al Natale, niente è meglio d'un breve racconto per assaporarne la magica atmosfera.
QUELLA VOLTA CHE BABBO NATALE NON SI SVEGLIÒ IN TEMPO
di Thomas Matthaeus Muller
Hubert, l'anziano Babbo Natale, saltò giù dal letto: accipicchia, non si era svegliato in tempo!
Era già la vigilia di Natale, e non c'era ancora nulla di pronto, nemmeno un pacchettino! Dappertutto sul pavimento erano sparse in disordine le molte letterine di Natale che il postino aveva fatto passare attraverso una fessura della porta.
Quasi contemporaneamente qualcuno bussò alla porta e la renna Max, fedele assistente di Hubert, entrò puntuale come ogni anno. "E che cosa faccio adesso?" si lamentò Hubert. "La sveglia non ha suonato!" "Chiedi a Otto, il mago, se può fermare il tempo, cosi tu potresti procurarti ancora tutti i regali", suggerì la renna Max.
"Otto sa soltanto far apparire conigli dal cilindro!" brontolò arrabbiato Hubert. "E per di più soltanto bianchi!" "Allora portiamoci dietro la cassa dei travestimenti", disse la renna Max. La cassa dei travestimenti era un baule enorme e pesante, piena di vecchi costumi, fazzoletti colorati, cappelli, scarpe e scialli che Hubert, anni prima, aveva ricevuto in regalo da una compagnia teatrale.
Quando la caricarono sulla slitta questa si ruppe nel mezzo. "E adesso che faccio?" si lamentò Hubert. "Portiamola a mano." sbuffò la renna Max, si sfregò gli zoccoli prima di mettersi al lavoro e trasportarono la cassa così per tutta la strada fino in città... per fortuna era in discesa. Tutti i bambini stavano già aspettando con ansia i regali di Natale.
Ma quell'anno Hubert e Max, al posto dei regali, fecero una divertente rappresentazione teatrale. E non ebbero niente in contrario quando, uno dopo l'altro, i bambini si misero anch'essi a recitare. Si narrava di un Babbo Natale stanco e arruffato... e l'inizio faceva cosi:
Hubert, l'anziano Babbo Natale, saltò giù dal letto ... accipicchia, non si era svegliato in tempo!
sussurrato da:
FairyRain
sotto la Luna di:
lunedì, 18 dicembre 2006/10:04